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Cynthia Montier e il progetto di ricerca Co-Mare

Siamo molto felici di accogliere in residenza dal 3 al 25 novembre 2026 l’artista Cynthia Montier (she/her), vincitrice del progetto Culture Moves Europe, progetto finanziato dall’Unione Europea e realizzato dal Goethe-Institut.

La pratica di Cynthia si colloca all’incrocio tra performance, installazione, video e archivio affettivo, orale e visivo. Esplora le relazioni tra rituale e cura, presenza e genealogia, devozione e coinvolgimento di sé, emozione e lotta sociale. A partire dall’antropologia sociale, dalle pratiche somatiche, dalle tecniche divinatorie e dalle pedagogie femministe, l’artista sviluppa forme attente ai saperi invisibili e alle trasmissioni affettive, orali e corporee.

Le sue ricerche attuali si concentrano sulle pratiche femminili di intercessione con l’aldilà, il pianto rituale, la salute mentale e i «femminismi oracolari»: medianità, possessione, trance, estasi e visioni. Sviluppa un progetto di creazione comunitaria attorno alle figure della Dama Bianca e della lavandaia, alle pratiche di guarigione legate alle sorgenti e alle apparizioni mariane, nonché alle figure psicopompe e alle metamorfosi animali nell’accompagnamento del lutto, delle crisi e dei passaggi.

Dal 2019 forma un duo con Ophélie Naessens, con cui esplora le socialità minerali, le pedagogie rituali e i femminismi oracolari. Nel 2020 co-fonda con Sophie Prinssen Activismes Ésotériques — Magie, Performance, Résistance. Dal 2024 sviluppa P.G.R. (per grazia e rivoltà), una ricerca sulle pratiche votive e magico-religiose femminili, con IUNO e il CEAAC, in collaborazione con la Fondazione Nuovi Mecenati, il Museo delle Civiltà, l’ICPI e la Casa Internazionale delle Donne. Nel 2025, la sua indagine sulle Macare nel Salento viene presentata a KORA.

Con il progetto CO-MARE, Cynthia Montier si dedica alle lacrime, alle pratiche femminili oracolari, alla guarigione e ai rituali taumaturgici legati al mare e all’aldilà. Al crocevia tra pratiche femministe di cura e autocoscienza, tecniche divinatorie e somatiche e performance, Cynthia Montier esplora le relazioni di fiducia e di trasmissione informale tra donne depositarie di saperi ancestrali, in dialogo con gli antichi culti femminili del Mediterraneo.

Il titolo rimanda a cum mater, mare e comare (commare, co-madrina), evocando una genealogia sotterranea di voci, confidenze, dicerie e saperi femminili affidati al mare. Saperi storicamente delegittimati, eppure essenziali alla costruzione dei legami sociali e all’attraversamento delle perdite e delle trasformazioni. Il progetto richiama la Mater Dolorosa, figura canonica della madre che piange per gli altri e che porta i dolori individuali e collettivi.

CO-MARE mette in relazione rituali oracolari, esperienze medianiche e stati alterati di coscienza. Esplora il pianto rituale e le questioni legate alla salute mentale e alle violenze di genere, di morte e di predazione sul vivente, in dialogo con le tecniche femministe sviluppatesi negli anni Settanta in Italia e in Francia: autocoscienza, gruppi di parola, e psicofavola. Attraverso archivi affettivi, orali e somatici, interpreta le pratiche di guarigione, riparazione e intercessione, come modi per alleviare i mali, ricucire le continuità e accompagnare le crisi. Le voci, i gesti e le presenze invisibilizzate diventano così materie da trasmettere e riattivare, per ripensare i nostri modi di essere al mondo (esserci), le nostre appartenenze e i nostri futuri comuni.