{"id":8700,"date":"2026-10-16T10:26:30","date_gmt":"2026-10-16T10:26:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mareartproject.com\/?p=8700"},"modified":"2026-10-16T10:44:26","modified_gmt":"2026-10-16T10:44:26","slug":"bea-scaccia-e-il-progetto-di-ricerca-attorno-alle-furmechelle-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/bea-scaccia-e-il-progetto-di-ricerca-attorno-alle-furmechelle-lintervista\/","title":{"rendered":"Bea Scaccia e il progetto di ricerca attorno alle furmechelle ~ L\u2019intervista"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"8700\" class=\"elementor elementor-8700\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-13a84cb elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"13a84cb\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-035d512\" data-id=\"035d512\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a3ba150 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"a3ba150\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figure class=\"wp-caption\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-1024x683.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-8703\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-320x213.jpg 320w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-640x427.jpg 640w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-960x640.jpg 960w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-1280x853.jpg 1280w, https:\/\/www.mareartproject.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Marea_Art_Project_Bea_Scaccia_Ritratto2-1680x1120.jpg 1680w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<figcaption class=\"widget-image-caption wp-caption-text\"><\/figcaption>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6598933 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6598933\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7fd7ccb\" data-id=\"7fd7ccb\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9956781 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9956781\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><span style=\"font-weight: 400;\">A volte una residenza comincia molto prima che accada. Nel 2022, Bea Scaccia (she\/her) era a New York, dove vive dal 2011, quando Carol LeWitt e Bruce Josephy videro una sua personale al JDJ. Quell\u2019incontro gener\u00f2 una prima connessione che port\u00f2 Marea a entrare in contatto con Bea e a immaginare, insieme, una residenza. Per Bea, che vive a New York ma \u00e8 cresciuta in Ciociaria, Praiano era sempre sembrato un luogo lontano, quasi irraggiungibile. Da quel primo incontro sono passati anni, ma il filo non si \u00e8 mai interrotto: nel 2025 Bea \u00e8 arrivata a Praiano per trascorrere alcune settimane in residenza con Marea a Casa L\u2019Orto, la casa di propriet\u00e0 della famiglia LeWitt in Costiera amalfitana. Oggi possiamo finalmente ripercorrere la sua ricerca attraverso le immagini, le persone e le storie che l\u2019hanno attraversata nel corso della residenza.<\/span><\/p><p><b>Marea ~ Bea ci racconti chi sei e attorno a quali temi ruota il tuo lavoro?\u00a0<\/b><\/p><p><b>Bea<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> ~ Mi chiamo Bea Scaccia. Vivo a New York dal 2011, ma sono cresciuta nella provincia di Frosinone, in un paesino minuscolo che si chiama Castelmassimo. Lavoro soprattutto con la pittura e l\u2019animazione. I temi intorno ai quali ruota il mio lavoro sono la bellezza, l\u2019identit\u00e0 e la maschera. Mi piace lavorare con gli accessori che compongono l\u2019idea stereotipica di bellezza &#8211; le perle, i gioielli, i capelli, le stoffe &#8211; e combinarli in un modo che poi diventa disturbante. Non lo faccio in maniera razionale, \u00e8 qualcosa che mi viene naturale, ma trovo sempre che ci sia una dualit\u00e0 in questo: tutto ci\u00f2 che \u00e8 considerato estremamente bello pu\u00f2 diventare anche mostruoso, e anche abbastanza velocemente, a seconda della societ\u00e0 di riferimento.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi interessa quindi l\u2019idea di come venga costruita e ridotta l\u2019immagine della donna e di ci\u00f2 che \u00e8 considerato bello. Gioco molto sulla dualit\u00e0: principessa e strega, per dirla in termini molto semplici. Il tema dell\u2019identit\u00e0, della maschera, della performance esistenziale sono aspetti che mi stanno particolarmente a cuore. Considero l\u2019identit\u00e0 qualcosa di estremamente fragile, che continua a cambiare e a cambiarci. Le maschere che indossiamo ci aiutano a costruire la nostra identit\u00e0. Faccio sempre una distinzione tra le maschere che sono anche i ruoli che la societ\u00e0 decide di attribuirci e, invece, quelle maschere, quegli indumenti, quegli accessori che decidiamo noi di indossare per sottolineare il nostro potere. Sono un po\u2019 queste le tematiche sulle quali continuo a giocare.\u00a0<\/span><\/p><p><b>Marea ~ Bea qual era il progetto con cui sei arrivata a Praiano? Avevi gi\u00e0 un\u2019idea precisa in mente: quanto \u00e8 cambiata durante la residenza e cosa \u00e8 successo nel momento in cui ti sei confrontata davvero con questo territorio?\u00a0<\/b><\/p><p><b>Bea<\/b> <b>~<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Praiano \u00e8 nei miei pensieri da tantissimi anni. Ero stata invitata qualche anno fa, ma New York \u00e8 lontana e ci sono stati diversi contrattempi, quindi siamo arrivat\u0259 al 2025. Ero venuta qui con l\u2019idea di lavorare a un progetto il cui titolo era <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Che io sia terrorizzante e in ottima forma<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. La prima parte della frase \u00e8 collegata a Leonor Fini, che amava farsi cucire i vestiti e pare che, provandosi un abito in una boutique napoletana, abbia detto: \u201cDo I terrify?\u201d Sono abbastanza terrorizzante? Voleva giocare proprio con quell\u2019idea della strega: non voglio essere rassicurante, voglio essere spaventosa. \u00c8 una frase che mi \u00e8 rimasta molto impressa e che fa parte del mio lavoro. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">e che io sia in ottima forma<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> nasce invece da un\u2019altra riflessione: anche se pensiamo di essere andat\u0259 oltre certi stereotipi, rimane molto forte l\u2019idea che la donna debba essere sempre giovane, sempre in forma, sempre vestita bene, sempre desiderabile, sempre all\u2019altezza di uno standard.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Poi sono arrivata a Praiano e tutto \u00e8 andato completamente a rotoli. Non sapevo pi\u00f9 come approcciare il tema iniziale. E quindi ho deciso di calmarmi, di respirare, di essere una spugna: di mettermi completamente in ascolto nei confronti del territorio e di quello che succedeva qui.\u00a0<\/span><\/p><p><b>Marea ~ Durante queste settimane quali sono stati i luoghi, gli incontri e soprattutto le persone che ti hanno attraversata di pi\u00f9? C\u2019\u00e8 qualcuno o qualcosa che ha modificato il tuo modo di guardare?<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p><p><b>Bea<\/b> <b>~ <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Praiano \u00e8 un luogo talmente bello e talmente denso che all\u2019inizio ti paralizza. Ho passato i primi giorni senza sapere davvero come approcciarlo. Ero seduta in casa e mi sentivo in colpa perch\u00e9 non guardavo il mare o perch\u00e9 non lavoravo. Poi ho deciso di affrontare tutto e di lasciarmi attraversare dal luogo. E quello che fa Marea in questo territorio \u00e8 particolarmente unico, forse \u00e8 una cosa che dall\u2019esterno non si pu\u00f2 percepire. Neanch\u2019io ero stata in grado di capire fino in fondo la portata e l\u2019intensit\u00e0 di questo progetto.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli incontri belli ci sono stati dal primo giorno. Gi\u00e0 il viaggio in macchina da Roma a Praiano con Roberto, Imma e Francesca, con cui ho condiviso lo spazio della residenza: era tutto fuori dal tempo. In realt\u00e0 questa immersione in un contesto completamente nuovo, ma allo stesso tempo familiare, \u00e8 iniziata subito. Poi ci sono stati gli incontri con le persone invitate durante la nostra residenza, come Micol Meghnagi e Valentina Amenta, che hanno portato qui dei discorsi urgenti e importanti. Mi hanno fatto sentire anche molto umile rispetto a quello che so e a quello che penso di sapere.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">E poi ci sono state le persone del luogo. Qui ho percepito un\u2019apertura diversa da quella a cui sono abituata, da quella con cui sono cresciuta. La Ciociaria \u00e8 un luogo pieno di persone genuine e molto legate al territorio, ma anche molto chiuse, per via della storia della zona. Qui invece c\u2019\u00e8 una curiosit\u00e0, un\u2019apertura verso chi arriva, che probabilmente \u00e8 legata anche al mare. E naturalmente c\u2019\u00e8 anche l\u2019altro lato: l\u2019eccesso di turismo, che per\u00f2 questo luogo subisce, con tutto ci\u00f2 che comporta.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">C\u2019\u00e8 stata poi sicuramente la signora Anna, che ci ha accolto nel suo negozio di ceramica e mi ha offerto subito caff\u00e8 e pasticcini. Ha iniziato a parlare, a chiedere, a raccontare di s\u00e9 con un\u2019estrema vulnerabilit\u00e0. Ha detto delle cose che magari normalmente non si dicono subito a una persona appena conosciuta. Poi nonna Teresa mi ha colpito tantissimo, sia per l\u2019accoglienza, sia per le cose che ha detto. Dopo pochi minuti mi ha raccontato che lei era brava a scuola, ma che suo padre le aveva detto che le donne dovevano fare solo le calzette e quindi non aveva potuto studiare. Ha fatto la sarta tutta la vita, che \u00e8 una cosa che ovviamente mi affascina molto. Ma quello che mi ha colpito \u00e8 il modo in cui lo raccontava: con una consapevolezza che indicava chiaramente che sapeva che alla base c\u2019era una disparit\u00e0 di genere. C\u2019era un misto tra il rassegnarsi a essere anche contenta della propria vita &#8211; perch\u00e9 lo \u00e8, \u00e8 circondata da persone che la adorano, \u00e8 evidente &#8211; e, allo stesso tempo, la consapevolezza che avrebbe potuto fare ed essere altro.\u00a0<\/span><\/p><p><b>Marea ~ Poi c\u2019\u00e8 stato l\u2019incontro con le furmechelle, che hanno avuto un ruolo importante nel tuo percorso durante la residenza. Come sei arrivata a questa storia e cosa ti ha spinto ad <\/b><b>approfondirla?<\/b><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Ho scoperto la figura delle furmechelle quando ho iniziato a studiare. Erano donne che, a partire dagli anni \u201930 del Novecento, attraversavano i sentieri della Costiera trasportando sulla schiena carichi pesantissimi: pali, fascine, sacchi di carbone, barili di vino, ceste di limoni. Conoscevo appena la loro storia e, come al solito, ho immediatamente collegato questa esperienza alla mia zona, perch\u00e9 anche nella tradizione ciociara esiste la pratica di portare cose pesanti sulla testa. Ma la portata del carico qui \u00e8 stata completamente diversa. Mia nonna portava questi cesti sulla testa, addirittura senza mani: li teneva perfettamente in equilibrio grazie a una ciambella di stoffa. Erano per\u00f2 il bucato, dei piccoli pezzi di legna raccolti nel bosco, cose limitate che servivano per il camino. Qui invece, iniziando a vedere documentari e a leggere, ho scoperto che le furmechelle arrivavano a portare cinquanta chili e poi abbiamo scoperto anche molto di pi\u00f9 sulla schiena. Era impossibile.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">La postura era completamente diversa, sempre chinata, per consentire al collo e alla schiena di creare una linea quasi dritta. C\u2019era questa protezione, quasi un cuscinone, e poi questi carichi immensi sulla schiena. In uno dei documentari si diceva che, viste arrivare dalla montagna, sembrava portassero dei sommergibili. E, vedendo la struttura di questo territorio &#8211; tutte scale, salite, discese &#8211; \u00e8 diventata quasi un\u2019ossessione per me. Camminavo per il paese affaticata dai gradini e pensavo: ma come facevano con cinquanta, sessanta chili sulla schiena<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">? Poi siamo andat\u0259 a Maiori a conoscere Silvia, che l\u2019ha fatto per undici anni, mi sembra, e anche l\u00ec ho dovuto ricalibrare completamente quello che avevo nella testa. Non ho trovato una persona che denunciava la condizione di sfruttamento o che voleva raccontare quella storia nei termini che io mi ero immaginata. Ne parlava con orgoglio, come se fosse parte della sua identit\u00e0. Continuava a dire che era un lavoro che le permetteva di stare all\u2019aperto, cosa che amava molto, e con molto orgoglio raccontava quanto portava sulle spalle, quanto andava veloce. Era la pi\u00f9 veloce di tutte a salire in montagna.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Avevo trascorso giorni a pensare, a studiare, a farmi delle opinioni e poi d\u2019un tratto ho dovuto ricominciare da capo, cercando sempre di rimettermi in ascolto. Credo che la cosa pi\u00f9 importante sia proprio l\u2019umilt\u00e0 e il capire che, in realt\u00e0, non sappiamo nulla. Non sappiamo mai davvero cosa succede in un territorio, soprattutto quando arriviamo da fuori. In un territorio cos\u00ec speciale l\u2019unica cosa che puoi fare \u00e8 metterti in ascolto e diventare una spugna.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">E l\u2019incontro con Silvia, in questo senzo, \u00e8 stato emblematico; mi ha fatto riflettere ancora una volta su quanto ogni individuo abbia la propria storia e su come noi, a volte, decidiamo per le altre persone cosa devono pensare della loro esperienza. Ovviamente alla base c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona nel sistema, ma per lei, in quel periodo, quella stessa attivit\u00e0 era anche un modo per emanciparsi come donna.\u00a0<\/span><\/p><p><b>Marea ~ Una residenza artistica pu\u00f2 essere anche un\u2019occasione per allontanarsi, almeno temporaneamente, dalla frenesia della citt\u00e0. Che cosa ha significato per te avere uno spazio di ricerca in cui non c\u2019\u00e8 necessariamente l\u2019obbligo di produrre, ma la possibilit\u00e0 di fermarsi, osservare e lasciare che il lavoro prenda una forma imprevista?<\/b><\/p><p><b>Bea<\/b> <b>~ <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Avere la possibilit\u00e0 di non produrre &#8211; che \u00e8 un termine orribile, ma che in una citt\u00e0 come New York, che \u00e8 un po\u2019 il centro del mondo dell\u2019arte, finisci inevitabilmente per usare &#8211; \u00e8 una cosa enorme. Venivo da un periodo particolarmente impegnativo proprio in termini di produzione di opere. Quindi venire qui e non dover fare concretamente qualcosa di specifico \u00e8 stata una grande liberazione. All\u2019inizio, per\u00f2, \u00e8 stato anche qualcosa che mi ha inibita molto. Dicevo: che faccio? come faccio? Pensavo, per esempio, che avrei avuto bisogno di uno studio. Invece no. \u00c8 stata proprio questa la cosa pi\u00f9 bella: essere l\u00ec, in uno spazio meraviglioso, con pochissimo a disposizione. E un po\u2019 alla volta inizi a respirare. E quando inizi a respirare capisci anche delle cose sul tuo lavoro. E secondo me \u00e8 un grande regalo per un artista: concederl\u0259 questo tipo di pausa. Non una pausa in cui non fai nulla, ma una pausa in cui puoi ripensare il tuo immaginario. Cominci a prendere appunti su quello che succeder\u00e0 in futuro. Momenti del genere servirebbero molto pi\u00f9 spesso, anche se ovviamente le citt\u00e0 non sempre te li concedono.<br \/><\/span><\/p><p><b>Marea ~ Tra tutte le immagini di questo periodo in residenza, ce n\u2019\u00e8 una che ti \u00e8 rimasta particolarmente dentro?\u00a0<\/b><\/p><p><b>Bea<\/b> <b>~ <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Una delle prime sere qui ci siamo affacciate e forse quello \u00e8 stato anche il momento in cui io e Francesca siamo entrate ancora pi\u00f9 in sintonia. C\u2019era una donna che stava bruciando delle sterpaglie. Aveva creato un fuoco altissimo e, per la prospettiva in cui eravamo, vedevamo soltanto la sua sagoma scura con la fiammata dietro. Era una cosa bellissima. Ovviamente abbiamo pensato alle streghe, a tutte le simbologie che fanno parte anche del mio immaginario. Aveva creato davvero una nuvola di fumo che arrivava fino al mare. C\u2019era la luna piena. Quello \u00e8 stato, per me, il benvenuto a Praiano.\u00a0<\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In November 2025, Bea arrived in Praiano to spend several weeks in residence with Marea at Casa L\u2019Orto. Read the interview\u2026<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":8703,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":3,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[110,133,134],"class_list":["post-8700","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-segui-il-flusso","tag-bea-scaccia","tag-casa-lorto","tag-intervista","post-item","isotope-item","sr-item"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8700"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8706,"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8700\/revisions\/8706"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mareartproject.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}